Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi

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Il palazzo fu edificato nel 1358 dall’antica famiglia pisana Dell’Agnello, presenti a Pisa fin dal X secolo. Il nucleo originario della costruzione era composto da più case torri, i cui resti sono ancora visibili, mentre alcuni particolari architettonici dello scantinato fanno supporre che nel XII secolo si potesse accedere anche con una barca. Nel Cinquecento il palazzo passò di proprietà dai Sancasciani ai Del Testa, che intervennero profondamente sulla struttura conferendogli l’aspetto poi conservato fino al XVIII secolo. Successivamente anche gli Agostini, apportarono importanti modifiche all’edificio, cedendolo poi nel 1773, per conto dell’Imperatrice Caterina II, in locazione al dottor Cesare Studiati, Direttore del Collegio Imperiale Greco Russo. In seguito, fu proprio per imitare i palazzi di San Pietroburgo che l’edificio venne fatto dipingere di blu. Nel 1864 il conte Domenico Giuli, nuovo proprietario del palazzo, acquistò dal Comune di Pisa un tratto del vicolo fra via dell’Olmo e via del Cappello, edificandovi una nuova ala che rendeva simmetrica la facciata e la collegava con il palazzetto Casarosa, anch’esso di sua proprietà. Negli anni che seguirono l’edificio assunse definitivamente l’aspetto che ancora conserva. Abitato fino al 2001 dai conti Giuli, oggi è di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa e sede del Museo di Palazzo Blu.

 

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