Palazzo Lanfranchi

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Palazzo Lanfranchi, sorto da un nucleo di tre case torri e altri corpi di fabbrica eretti tra XII e XIV secolo, prende l’attuale nome dalla famiglia che lo ha abitato dal 1539. I Lanfranchi, casata appartenente alla prima aristocrazia consolare pisana, ne ricavarono una costruzione il cui aspetto esterno corrisponde a quello attuale. Nel XIX secolo l’edificio subì una rilevante trasformazione con l’abbattimento delle due scale seicentesche e la realizzazione di un unico pozzo scala a tre rampe con copertura a padiglione ed illuminato da un lucernario piramidale. La ristrutturazione (1976-1980) commissionata all’architetto Massimo Carmassi dal Comune di Pisa, proprietario dell’immobile dal 1952, ha permesso attraverso un restauro filologico, la riscoperta e valorizzazione delle diverse fasi costruttive. Tra le famiglie più illustri che vi abitarono ricordiamo i Vaccà Berlinghieri, una delle più note famiglie pisane vicine alla cultura ed alla politica napoleonica. Poeti, scrittori, politici, uomini di cultura, nobili aristocratici, furono accolti da Sophie Caudeiron Vaccà nel salotto di Palazzo Lanfranchi, la cui fama ben presto si diffuse non solo a Pisa, ma anche al di fuori di altri paesi. Dal 2007 Palazzo Lanfranchi è sede del Museo della Grafica.

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